viernes, 12 de noviembre de 2010

Aung San Suu Kyi libera!






La donna più amata della Birmania e legittima rappresentante del popolo è stata liberata.
La notizia porta molta felicità. Dopo tanti troppi anni agli arresti domiciliari, Aung San Suu Kyi potrà di nuovo abbracciare i suoi figli e respirare le sue genti che ricevono cosi' un filo di speranza per un futuro più libero.
Un passo verso un cammino che è ancora largo. I generali continuano ad affogare la popolazione, commettendo gravisissimi abusi di potere.
Le torture fisiche per lievi infrazioni o poche parole verso il regime sono severamente punite e la paura a scoprire le proprie idee è ancora molta.
Secondo Amnesty International i prigionieri politici in Birmania sono ancora 2200.

Per questo è importante che oltre a Aung San Suu Kyi e il novanta per cento dei birmani, anche la comunità internazionale e i media, non si dimentichino che le prioritá di questo paese sono la fine della dittatura militare e la liberazione di tutti i prigionieri politici e non gli affari che in un mercato nuovo fanno gola a molti politico-imprenditori cino-occidentali.
Anche se hanno liberato la Signora, i generali continuano al potere e domani i giornali forse non ne parleranno più, è importante che la comunità internazionale e gli imperatori del mondo, aumentino la pressione occupandosi maggiormente di questo paese che ormai da 50 anni soffre in silenzio sotto uno dei peggiori regimi sulla terra.


per approfondimenti:

links
Amnesty International
Human Rights Watch
Burma Caimpaign , ong inglese
Birmania por la paz, ong catalana

Il Governo in esilio


video

Inside Burma - John Pilger

Living on the line


extracto (en castellano) de Cartas de Birmania de Aung San Suu Kyi




























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